Sindacalismo o personalismo? |
Lo scorso 13 marzo il Capo di stato Maggiore della Difesa, Gen. Portolano, ha ricevuto tutte le APCSM iscritte all’albo per un incontro di saluto.
Abbiamo apprezzato il discorso del CaSMD, che ha posto al centro la persona che veste l’uniforme, senza distinzioni di ruoli o gradi, per intavolare qualsiasi forma di confronto costruttivo finalizzato al miglioramento della condizione lavorativa dei militari.
Ci auguriamo che le parole siano seguite da fatti tangibili, ma nel frattempo abbiamo utilizzato il poco tempo a disposizione dedicato agli interventi per lamentare la scarsissima cultura sindacale, evidenziata da rapporti sindacali che sinora si sono contraddistinti dalla ricerca di escludere gli altri (limitazioni di partecipazione delle sigle al processo decisionale, tentativo di escludere i sindacati non rappresentativi, esclusione dei problemi dei non sindacalizzati ecc) e da una scelta inopportuna come quella di voler incardinare l’Ufficio Relazioni Sindacali di SMD direttamente sotto lo stesso SMD anziché nella propria sede naturale che dovrebbe essere alle dirette dipendenze del Ministro.
Pur confidando nell’onestà intellettuale degli attuali attori, lasciare l’Ufficio Relazioni Sindacali incardinato sotto l’Ufficio che detta le regole di ingaggio non garantirà la necessaria terzietà negli eventuali contrasti futuri.
Solo due sigle hanno lamentato tale discrasia a riprova che a tanti mancano le basi per svolgere una reale attività di supporto al personale che certo non può limitarsi alla rivendicazione delle prerogative sindacali per i propri dirigenti, come hanno fatto molte delle sigle presenti.
Addirittura c’è chi, in segno di protesta per rivendicare i propri “benefit”, ha disertato l’incontro, denunciando la scarsa conoscenza del sistema di concertazione che si dovrebbe basare sul dialogo e sul confronto, almeno in prima battuta.
Richiesta di indennizzo al Governo |
L’iniziativa che abbiamo intrapreso con l’avvocato Lizza, in merito alla rivendicazione del giusto indennizzo per la militarizzazione coatta subita, sta riscuotendo molto successo.
Tuttavia in molti ci chiedono chiarimenti per dubbi derivanti dalla modulistica in cui, spesso, vengono previste fattispecie non perfettamente rispondenti al diretto interessato, specialmente in merito alle sedi oggetto di richiesta di mobilità.
Proprio per questi motivi la stessa modulistica è stata lasciata in formato word in modo da poter operare alle modifiche del caso per permettere le eventuali correzioni necessarie, adeguando alle proprie esigenze le varie descrizioni previste, per poi essere concordate con lo stesso avvocato.
Quindi chiunque (e soltanto!) abbia subito la militarizzazione coatta (e non a seguito di ricorso), prescindendo da qualsiasi altro contenzioso passato, potrà aderire a questa iniziativa.
La documentazione necessaria dovrà essere trasmessa al legale solo in originale (cartacea) evitando di ricorrere all’utilizzo delle mail, sia ordinaria che PEC.
Code di paglia |
In tanti si sono sentiti coinvolti dalle parole del nostro ultimo comunicato, cosa che, se da un lato alimenta il nostro orgoglio per aver centrato più bersagli, dall’altro conferma la triste considerazione di quanti siano consapevoli di non avere la coscienza a posto.
In un mondo (sindacale) dove apparire nei reel o ostentare selfie con personaggi illustri sembra essere più importante dei contenuti, è fin troppo facile “sparare nel mucchio e fare una carneficina”.
Frequentemente la malizia sta negli occhi di chi guarda e, spesso, anche di chi legge.